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Blogger: valesdn
Nome: vale
Il Poeta si fa "veggente" mediante una lunga, immensa e ragionata "sregolatezza di tutti i sensi". Tutte le forme di amore, di sofferenza, di follia; egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non serbarne che la quintessenza. Ineffabile tortura in cui ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale egli diventa in mezzo a tutti il grande malato, il grande criminale, il grande maledetto, - e il Sommo Sapiente! - Egli giunge infatti all'ignoto"! Poiché ha coltivato la sua anima, già ricca, più di chiunque altro! Egli giunge all'ignoto", e se, smarrito, finisse col perdere l'intelligenza delle sue visioni, le ha pur vedute! Che crepi nel suo balzo attraverso le cose inaudite e innominabili: verranno altri orribili lavoratori: incominceranno dagli orizzonti dove l'altro si è accasciato! [... ] Dunque il poeta è veramente un ladro di fuoco. Ha l'incarico dell'umanità, persino degli "animali"; dovrà far sentire, palpare, ascoltare le sue invenzioni; se ciò che riporta di "laggiù" ha forma, egli dà forma; se è informe, egli dà l'informe. Trovare una lingua; - Del resto ogni parola essendo idea, verrà il tempo di un linguaggio universale! Bisogna essere un accademico, - più morto di un fossile, - per ultimare un dizionario di qualsiasi lingua. Se un debole si mettesse a pensare" sulla prima lettera dell'alfabeto, tosto rovinerebbe nella pazzia! Questa lingua sarà l'anima per l'anima, riassumendo tutto, profumi, suoni, colori, sarà pensiero che aggancia il pensiero e che tira. Il poeta definirebbe la quantità di ignoto che nel suo tempo si risveglia nell'anima universale: darebbe di più - della formula del suo pensiero, della notazione della "sua marcia verso il Progresso"! Enormità che diventa norma, assorbita da tutti, egli sarebbe davvero "un moltiplicatore di progresso"! Questo avvenire sarà materialista, vede bene; - sempre pieno di "Numero" e di "Armonia", questi poemi saranno fatti per restare. - In fondo, sarebbe ancora un po' la Poesia greca. (Arthur Rimbaud)

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11/11/2007

SFIDA CADUCA


SFIDA CADUCA

Corsari di versi
Dirizziamo le vele al largo mare
Arrembando emozioni
Nella rotta
Al muro di maestrale
Per carpire parole alla tempesta
E nell’assalto di avventura,
Prediamo onde
E succhi di sargassi.
Sfida caduca al segno
Delle colonne d’Ercole,
Svanite.

già pubblicata in www.ippocrene.com

rivista di arte e lettere


postato da: ugoentita alle ore 16:25 | link | commenti (1)
categorie:
09/11/2007

Tra sorelle

equilibrista-

Fini come la sabbia
sono i passi tuoi
nella mia vita.

Nel rivederci
il tuo pensiero
è ricordo senza pace
sulle strade
ingarbugliate
dei nostri cammini.

Dopo tanto dolore
scruto neglio occhi tuoi
un’avvisaglia di dolcezza.

Intravedo paure,
solitudini mai placate,
un mancato amore,
quello come tu volevi.

Non guardarmi così
per placare il vuoto
di ciò che è mancato.

Anch’io cammino in bilico
come un’equilibrista
senza meta.

Sù, procediamo insieme
io e te, senza farci cadere,
con le mani intrecciate
in un eterno abbraccio.


Giovanna Nigris
postato da: Gianin alle ore 00:31 | link | commenti (3)
categorie: pensieri in fuga, imparare ad amare, equilibri precari