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Blogger: valesdn
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Il Poeta si fa "veggente" mediante una lunga, immensa e ragionata "sregolatezza di tutti i sensi". Tutte le forme di amore, di sofferenza, di follia; egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non serbarne che la quintessenza. Ineffabile tortura in cui ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale egli diventa in mezzo a tutti il grande malato, il grande criminale, il grande maledetto, - e il Sommo Sapiente! - Egli giunge infatti all'ignoto"! Poiché ha coltivato la sua anima, già ricca, più di chiunque altro! Egli giunge all'ignoto", e se, smarrito, finisse col perdere l'intelligenza delle sue visioni, le ha pur vedute! Che crepi nel suo balzo attraverso le cose inaudite e innominabili: verranno altri orribili lavoratori: incominceranno dagli orizzonti dove l'altro si è accasciato! [... ] Dunque il poeta è veramente un ladro di fuoco. Ha l'incarico dell'umanità, persino degli "animali"; dovrà far sentire, palpare, ascoltare le sue invenzioni; se ciò che riporta di "laggiù" ha forma, egli dà forma; se è informe, egli dà l'informe. Trovare una lingua; - Del resto ogni parola essendo idea, verrà il tempo di un linguaggio universale! Bisogna essere un accademico, - più morto di un fossile, - per ultimare un dizionario di qualsiasi lingua. Se un debole si mettesse a pensare" sulla prima lettera dell'alfabeto, tosto rovinerebbe nella pazzia! Questa lingua sarà l'anima per l'anima, riassumendo tutto, profumi, suoni, colori, sarà pensiero che aggancia il pensiero e che tira. Il poeta definirebbe la quantità di ignoto che nel suo tempo si risveglia nell'anima universale: darebbe di più - della formula del suo pensiero, della notazione della "sua marcia verso il Progresso"! Enormità che diventa norma, assorbita da tutti, egli sarebbe davvero "un moltiplicatore di progresso"! Questo avvenire sarà materialista, vede bene; - sempre pieno di "Numero" e di "Armonia", questi poemi saranno fatti per restare. - In fondo, sarebbe ancora un po' la Poesia greca. (Arthur Rimbaud)

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22/06/2008

Le cri des mouettes

Brunisce la sera e il tuo volto…

et puis le cri des mouettes, la nuit, comme des cris de femmes

 

“á¼€συννέτημμι τá½¼ν á¼€νέμων στάσινË™
τὸ μá½²ν γá½°ρ á¼”νθεν κῦμα κυλίνδεται,
τὸ δ' á¼”νθεν, ἄμμες δ' ὂν τὸ μέσσον
νá¾¶ι φορήμμεθα σὺν μελαίνá¾³,
χείμωνι μÏŒχθεντες μεγάλῳ μάλα(…).”


Ἂλκαá¿–ος(VII-VI sec. a.C), frammento 208a

 

 

 

 

Bruniscono gli sguardi

dietro le vetrate d’un orizzonte in riverbero.

Muggisce il guizzo di onde vermiglie,

gemebonde raminghe

di nostalgia e ritorni.

Filano i raggi

d’ombre marine oltre il lampione,

fila l’odor d’un vento increspato

in ricci d’acqua

il remo inerte d’anziane barche

che sanguinano sere.

S’inargenta

lenta

la luna

dietro il tuo volto.

Mi cingi il braccio

come ogni tramonto

stringe a sé collane di prime stelle.

Anneriscono le porte

ispessite a notte,

anneriscono le finestre

che tremano di lucerne indorate.

Giungono scrosci sulle foglie,

gridi rauchi di gabbiani presso il mare:

s’addensa il suo abisso in archi di viola.

Umidi saluti sciolgono

l’abbandono della tua voce che s’allontana,

in risonanza coi tuoi passi

che premono

 la rude terra

 nel suo focolare

di sabbie e di erbe.

O. Sadinov

postato da: valesdn alle ore 20:23 | link | commenti
categorie: spiritualità e libertà, origama
14/06/2008

La Viola del Pensiero

Viola del Pensiero

"(...)   O quid solutis est beatius curis,
cum mens onus reponit, ac peregrino
labore fessi uenimus larem ad nostrum,
desideratoque acquiescimus lecto?
hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
salue, o uenusta Sirmio, atque ero gaude
gaudente, uosque, o Lydiae lacus undae,
ridete quidquid est domi cachinnorum".

 

Catullo, Carme XXXI

 

 

 panse4

 

 

Apocrifi grovigli di rovi

di ossi d’avorio

s’intrecciano al vento di secche stagioni.

Nuda e affamata,

 la terra dal gonfio ventre

dei suoi mille anni,

una madre ansimante

scavata nel grembo

da sorde radici

nutrite d’eterno.

Nel cesareo di humus e di ombre,

scalpitante è il suolo.

In un plenilunio di sali e di erbe

così provato è il tuo corpo

e triste il seno che parlò di viole odorate

alla mia bocca, che tutto

amore

ora tace:

Madre.

 

 

madre terra

 

 

O. Sadinov

La Barcarola dei Dannati

Barcarola in Fa diesis op.60,  Chopin

 

 

 

« á½¦ λιπερνῆτες πολá¿–ται, τá¼€μá½° δá½´ συνίετε
ῥήματ'  »

Ἀρχá½·λοχος

( π. 680 π.Χ. - 630 π.Χ)

                                                                                                       

boys_rowing_boat_hi       

        Henry Scott Tuke "Two Boys in a Rowing Boat "

 

Tacito silenzio annaspo:m’incalza l’onda selvaggia,

il vibrare d’un refolo di ritorno al porto.

Vacilla, tremula di sete, la barcarola sopra acque d’asporto,

orfana di peregrini sguardi e manchevoli sussurri.

Gorgoglia il meriggio di esuli in mare:

lemuri remi chini,

inerti ad ogni turchina provvidenza,

oppressi come l’anima in cor rentre verso terra.

Brolli degli ormeggi dei venti

e impregnati di umide ansie, s’ancorano timori 

negli occhi tuoi bruniti che spiano erranti l’andana sera:

e cade amore sulla notte: ancora un uomo in mare,imperioso e assente.

 

O. Sadinov

 

postato da: valesdn alle ore 16:57 | link | commenti
categorie: argentee lamiere, equilibri precari
11/03/2008

Variazione su tema

 

 

“Nascentes morimur, finisque ab origine pendet.”

                                              Manilio, Astronomica, IV, 12-16

 

 

 

 

Barcollava ebbro, il Gambadilegno,

il suo corpo e il panciuto calice

e l’acqua vite.

Vitreo l’iride

scrutante l’immenso d’oceano,

vitree le mani

strangolanti al collo intorno

l’asfissiato umor del mare.

Del mare

che affoga in sé l’ondante dolore

vagabondo cincischione

che sfoglia intonsi i ricordi

lungo la sua spoglia dorsale.

Frusciano le vesti contro gli scogli

gorgoglia tra questi tristezza.

Traballa briaco il patibolo

e la donna dal volto incappucciato

di nubi il monte

stringe al collo il cappio

abbandona a sé l’estremo addio

lungo il cordone  che diede alla vita

il suo ultimo eterno riposo.

Mon Dieu, j'aurai bientôt.

 

O. Sadinov

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: valesdn alle ore 20:24 | link | commenti (1)
categorie: argentee lamiere, empatia e dolore
12/01/2008

Noie del navigare

Rumor d'umor di cerebri in ebbra navigazione,
remando bussole sulle rocce saline.
O forse le clessidre si prendon gioco del mio non-esser-ci?!

Fior di fango,
aghi d'oriente e stelle alpine,
e navigo ramingo,
tra cresta e pendio,
eclettico collezionista
d'aria frizzantina,
macinatore d'indegnità.

E se un tempo fui stato,
nella mia bocca si rovesciano -ora- le ceneri e le memorie. 
A chi s'avvicina,
lo schiaffo d'eliocentrismo e l'indice morale di Qoelet.

Sia silenzio o sia tempesta,
purchè da questo scatolame possa io emigrare!
A voi, no. A me, il mare.
postato da: DarkOtrebor alle ore 00:01 | link | commenti (6)
categorie: analfabetismo ottico
30/12/2007

Buone feste ( in ritardo)

Auguri di buone feste a tutti voi,cari miei amici artisti. Giungono in ritardo per la festività del Natale, per coloro i quali ancora credono in qualcosa che forse non darà mai una risposta, in eccezione al proprio spirito e anima. Sia un 2008 foriero di gioie, serenità, fortuna e salute ma soprattutto amore.

 

Cordialmente,

 

sempre vostro mad poet.

 

Un abbraccio amici miei.

Tornerò ancor più "maledetto" che mai.

                                                                             O. Sadinov

p.s. per darkotrebor: fratellone, pazienta ancora qualche giorno il tempo che la mia situazione si ristabilizzi. perdona oltresì questo mio ritardo. Valeria

postato da: valesdn alle ore 22:03 | link | commenti
categorie: chaos disordine familiare
14/12/2007

Demi-plié et grand-plié d'une sociologue

Riccioli d'oro come spire attraenti
come spire del grano dell'estate
come sciarpa dell'odierno dicembre

..E tra il rosso e il nero
sai sorridere
nella trascendenza di cotanta carnalità

Non vedo occhi, ma...
lucerne spente
due cornici notturne
buchi d'echi
decadenti
neri neri.

...E la nostalgia
del fare
del recitare
e del danzare
nell'incoscienza   - SEI VECCHIA.

...E l'infantile
ninfa sformata (in viso)
oh umana macchina di cognizione!

Fuori,
nel frattempo,
giace UNA bellezza
<< fatta >> con la pompa da bicicletta.

postato da: DarkOtrebor alle ore 23:24 | link | commenti (3)
categorie: erotismo inflazionato
08/12/2007

Allori Verdi

Occhi che brillano
             - come diamanti.
Una grotta la tua gola
e lo splendente firmamento
             - o vuoto cielo.

Forme del ghigno
e l'espressione della giostra
             - da palcoscenico.

Annuendo
Annoiata..

..Eppur sempre lassù
a pascolare il tuo sangue blù
tra gli Allori Verdi,
             - oh mia cara Sfinge,
senza età.
postato da: DarkOtrebor alle ore 12:29 | link | commenti (1)
categorie: erotismo inflazionato
11/11/2007

SFIDA CADUCA


SFIDA CADUCA

Corsari di versi
Dirizziamo le vele al largo mare
Arrembando emozioni
Nella rotta
Al muro di maestrale
Per carpire parole alla tempesta
E nell’assalto di avventura,
Prediamo onde
E succhi di sargassi.
Sfida caduca al segno
Delle colonne d’Ercole,
Svanite.

già pubblicata in www.ippocrene.com

rivista di arte e lettere


postato da: ugoentita alle ore 16:25 | link | commenti (1)
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